giovedì, 17 gennaio 2008,12:14
sogno psichedelico
Una sensazione psichedelica, quella che mi tiene stretta il cuore, vi vedo dall'alto e tutte in gruppo giocate incuranti di me.. c'è del disordine a terra, sulle strade, fogli che svolazzano e foglie d'autunno che si posano stanche sull'asfalto. "Tu non sarai mai come lei, e noi per te non saremo mai come lei. Sei sola." Mi bruciano la coscienza e le orecchie, non posso ascoltare altro, la frase successiva sarà "E sempre rimarrai tale".. e non posso ascoltare. decido di essere positiva o comunque di allontanarmi, cosa ci sto a fare qui..? Entro in un vicolo e qui l'aria è tiepida e piacevole. non ho nulla da fare ormai, posso però camminare con le mani, questo non lo fa nessuno.. mi accuccio e appoggio i palmi sui ciottoli, poi mi spingo e alzo le gambe, non sono male, anche se non vedo bene dove sto andando. in realtà sto entrando in un università, ci sono persone che la sanno lunga, qui. ne intravedo una arrivare verso di me, lentamente. ristabisco l'equilibrio normale, rimango a terra -mi scusi, non è che sono matta è che..-, - non ti preoccupare, qui tutti fanno quello che gli sembra giuto, e ognuno si arrangia come può.-.questa risposta mi aiuta, posso uscire dal vicolo più forte di prima.
mercoledì, 16 gennaio 2008,05:22
Ritorno a casa.
Non volevo tornare presto a questo blog, mi ricorda tante belle cose che temo di sporcare rimettendoci piede. il mio viaggio era pensato per sistemare il subbuglio che hai combinato tu, angi, andandotene. ma torno qui, anche se effettivamente non ho risolto niente. ieri pomeriggio ho mollato il moroso, mentre quella amica che credevo potesse aiutarmi a dimenticare troppo dolore alla fine mi ha rivoltato le spalle.. per cui sono da capo. mi sento come.. una dorothy che torna alla casa dei genitori dopo una guerra, vestita di un camicione azzurro a quadretti e una traversa bianca, ma sporca per il viaggio, scarponcini di cuoio e un cappello di paglia in testa, tenuto da un nastro bianco che mi si lega sotto il mento. mi guardo attorno, e tutto è rimasto com'era prima, solo ancora più impolverato. lì gli scatoloni per risistemare la mia mezza boccia di vetro sono ancora buttati alla rinfusa, senza una lontana idea di ordine.. e tutti chiusi. il mio viaggio non è servito a niente, ho fallito in tutto, e ho perso tutte le persone su cui pensavo di poter contare, deludendole gravemente. mi slego il nastro del cappello, lo tolgo lentamente e lo appoggio alla consunta valigia piena di fiori di ricordi che nel viaggio sono appassiti. penso che non ne è per niente valsa la pena, ora lo so, ma non servirà a niente. dal cassetto della vecchia credenza tiro fuori una coperta non troppo impolverata, la stendo sul divano e mi accuccio li. è notte, non aprirò le finestre.
domenica, 17 settembre 2006,21:29
*Bollori!*
Stavo pensando al perchè scrivo questo blog.. E allora mi è venuto in mente che non c’è un perchè preciso: quando mi sento particolarmente piena di sensazioni, scrivo. “Sensazionata”.
Non uso la parola “emozionata” perchè non la trovo adeguata: ci vedo addosso troppi sentimenti solo positivi.. mentre quel che mi spinge a trovare una valvola di sfogo tante volte non è niente di positivo. E quando vedo che mi sono spiegata bene, che quel che ho scritto riflette proprio quel che sento.. allora mi sento più tranquilla.E’ come avere sullo stomaco una pentola con acqua bollente che stesse per traboccare, ma non sa dove, perchè sotto di lei non c’è un piano gas.. allora trova una ciotolina, ci trabocca sopra.. e contemporaneamente sembra che questo abbia spinto qualcuno ad abbassare la fiamma, così il bollore scende, e si riappacifica. Per il momento.
mercoledì, 13 settembre 2006,12:39
*Teardrop - I’ m gonna be strong*
i can see you slippin away from me..
vivo a metri da terra
(mi manchi tanto)
i’ m gonna be strong (i pretend) i don’t care
starò lontano dalla realtà per molto tempo, avviso che non torno per cena
almeno lo dico
nessuno rimarrà deluso
rimarrò seduta lontano dalla verità per un po’
non mi chiedete altro
non posso rimanere
la mia carne fa fatica a restare qui
come se niente fosse
è pesante
deve staccarsi da terra
cornamuse arrabbiate urlano il loro sottofondo
mentre io batto il tempo di questa confusione
con una lettera dopo l’altra
fino a sentirmi più leggera
per aver staccato da me il dolore
la fatica
la nebbia
le lacrime
più di quanto tu possa immaginare
diventerò dura
staccata
cattiva
mi è impossibile pensare di continuare
a essere come sono sempre stata
con lei
e con voi
e con te
ho bisogno della mia metamorfosi
personale
intima
ma che vedrete fin laggiù
lontano lontano
sarò luccicante
anzi abbagliante
non mi riconoscerete quasi
eppure
sarò ancora io
ma tornerò tra molto tempo con voi
prima devo andare.. e fare il viaggio di ritorno.
mercoledì, 06 settembre 2006,17:30
*Una fettina di Paradiso*
Biancospino, que sola estàs en tu casa vestida de blanco!
Oyes los meravollosos surtidores de tu patio, y el debil trino amarillo del canario.
Biancospino, que sola estàs en tu casa vestida de blanco!
*ThAnKs FaBrI*
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